DVM ALESSANDRO PROTA - NAPOLI - ITALY
ESAME NEUROLOGICO
MIELOGRAFIE
ERNIE DISCALI
FRATTURA VERTEBRALE
CAUDA EQUINA
WOBBLER
MESOTERAPIA PARAVERTEBRALE
VISITE SU APPUNTAMENTO
CONTATTI 3393201159 alessandro.prota@virgilio.it
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sabato 4 agosto 2012
POLIRADICOLONEURITE CANE
La Poliradicoloneurite e' un'infiammazione dei nervi periferici e delle radici nervose. E' una malattia emergente sempre piu' diffusa nel cane e nel gatto ,come conseguenza dell'aumento delle malattie autoimmuni. Spesso si puo' manifestare dopo una vaccinazione o dopo aver superato alcune malattie infettive batteriche virali o protozoarie . E' il risultato di una reazione del sistema immunitario con conseguente formazione di autoanticorpi che vanno ad aggredire il rivestimento mielinico (guaina che avvolge i nervi )e le placche nervose dove si trasmette l'impulso dal nervo al muscolo. Segni clinici: le manifestazioni iniziano a livello degli arti pelvici e progrediscono in pochi giorni verso una tetraparesio tetraplegia. la terapia si concentra con l'uso di cortisonici e rimedi rimilienizzanti ,antiossidanti del sistema nervoso periferico in associazione ad un trattamento fisioterapico . Video Poliradicoloneurite Cane
Video Esame Neurologico Poliradicoloneurite: i riflessi sono diminuiti o assenti con conservata percezione del dolore
domenica 20 maggio 2012
LA DISCOSPONDILITE NEL CANE
Discospondilite
Descrizione e causaSi tratta di un'infezione dei dischi intervertebrali e adiacenti corpi vertebrali, che causa una risposta infiammatoria che coinvolge il midollo spinale associato o delle radici nervose. Può verificarsi come conseguenza di un'infezione primaria in altre parti del corpo, come una infezione delle vie urinarie della pelle o della bocca.Un ‘ infezione diretta può verificarsi dalla ferita penetrante adiacente lo spazio discale o vertebra o da un precedente intervento chirurgico alla colonna vertebrale in caso di fratture o ernie discali
Sintomi e diagnosiDiscospondilite più comunemente colpisce i cani di grandi dimensioni, di mezza età. Cani di piccola taglia e gatti sono raramente colpite. Il segno iniziale più comune è il dolore con atteggiamento cifotico (curvatura della colonna) vertebrale CIFOSI CANE: I sintomi dolorosi possono durare per diversi giorni o settimane. Segni neurologici quali la scarsa coordinazione (atassia) e la paralisi può essere visto in alcuni pazienti ,inoltre possono manifestare in alcuni casi perdita di peso ,febbre, letargia, depressione . La diagnosi si basa sulle caratteristiche cliniche e diagnostica per immagini. Le radiografie spesso sono sufficienti per fare diagnosi mentre la Risonanza Magnetica la TAC e la mielografia sono importanti per stabilire se c’e’ compressione del midollo spinale nel tratto interessato. Per completare la diagnosi va eseguito un emocromo completo,esame culturale dell'urina e del sangue.per isolare l’agente patogeno responsabile
TrattamentoIl trattamento iniziale consiste in antibiotici, riposo gabbia e sollievo del dolore, che dovrebbero iniziare a fare un effetto positivo entro 5 giorni. Il trattamento prosegue per 6- 8 settimane per assicurarsi che l'infezione è completamente risolta. . L'intervento chirurgico è raramente necessario, va preso in considerazione se il trattamento conservativo è inefficace e si evidenza una compressione del midollo con deficit neurologici. Importante considerare che avvolte la Discospondilite si puo’ associare a Poliartrite da Complessi Autoimmuni in tal caso la terapia e’ con corticosteroidi Trattamenti Mesoterapici con prodotti Omotossicologici possono accelerare la guarigione Allorche’ c’e’ un interessamento delle radici nervose un terapia antinevralgica con antiossidanti, vit B1 B6 B12 ,acido alfa lipoico,acetl carnitina sono di grande aiuto Fisioterapia e idroterapia è indicata nei pazienti più gravemente colpiti, dopo che la terapia medica ha ottenuto una risposta positiva.
mercoledì 22 febbraio 2012
LA FRATTURA DELLA COLONNA VERTEBRALE NEL GATTO
Le fratture della colonna vertebrale spesso sono la conseguenza di cadute dall’alto o incidenti stradali ,ma avvolte possono presentarsi anche a seguito di semplici scivolate in ambiente domestico ,colpi contundenti sulla schiena(es la tapparella delle finestre )
Le fratture vertebrali sono di diversi tipi: in ogni caso tutte devono preoccupare il soccorritore, a causa dei potenziali effetti sull'integrità del canale vertebrale e del danno midollare che ne può conseguire
Nei gatti spesso le fratture sono dovute a traumi di forte intensita’ che creano uno slittamento dorsale del corpo vertebrale con una riduzione superiore del 50% del canale vertebrale ,cio’ comporta una lesione imponente del midollo con ematomi ed avvolte discontinuita’ del midollo.
Prima di affrontare una operazione e’ fondamentale accertarsi della presenza del dolore profondo, avvolte pero’ questo anche se non presente puo’ comunque dare speranza in una ripresa .
Infatti in alcuni casi dopo una terapia antinfiammatoria e antiedemigena c’e’ la ricomparsa del dolore profondo ,quindi prima di emettere una prognosi infausta bisogna aspettare almeno 24-48 ore dall’evento traumatico.
La ripresa puo’ essere molto lunga quindi importante e’ sapere attendere .
.
La maggior parte delle lesioni midollari è in realtà determinata dall'ipossia, che può essere secondaria a una lesione vascolare, a uno spasmo o a una compressione dei vasi arteriosi causata da edema del midollo spinale.
Il trauma, infatti, può provocare la rottura o lo spasmo delle arterie che irrorano il midollo, causandone l'ipossia, con conseguente malfunzionamento e infarto.
E, anche quando non si verifichino la rottura o lo spasmo dei vasi, la struttura rigida del canale vertebrale e la scarsa possibilità di espansione del midollo spinale fanno sì che il ri¬gonfiamento post traumatico del midollo stesso possa causare compressione dei vasi, conseguente riduzione dell'apporto ematico.
Dopo un trauma al midollo il flusso ematico diminuisce fino al 70/80% del valore normale a causa dell’edema
La chirurgia consiste in stabilizzare e allineare la colonna vertebrale attraverso l’uso di staffe o viti e chiodi con cemento sterile.
STABILIZZAZIONE CON STAFFA:
Spesso specie le staffe vanno rimosse dopo alcuni mesi a guarigione ottenuta perche’ col movimento del gatto possono spezzarsi i fili di acciaio e quindi si ha la mobilizzazione della staffa.
Fondamentale la Fisioterapia nel postoperatorio e la somministrazione di sostante Neurotrofiche
Dott Alessandro Prota
Consulenza Neurologica Veterinaria on line 3393201159
lunedì 6 febbraio 2012
PROBLEMI COMPORTAMENTALI NEL CANE E NEL GATTO :APPROCCIO OLISTICO
Prima di prescrivere farmaci psicotropi anche a Cani o Gatti, è importante una accurata visita neurologica e formulare un quadro clinico completo. Infatti molti cambiamenti caratteriali come modificazioni del comportamento animale, aggressività, demenze (urinazioni in luoghi inappropriati, cambiamenti di abbitudici ecc ) spesso sono causate da disturbi del sistema nervoso centrale , come neoplasie cerebrali, placche di amiloide nel tessuto cerebrale (alzheimer del cane ) encefaliti, aumento del liquido cefalorachidiano ecc. Per una diagnosi accurata si deve fare ricorso alla Risonanza Magnetica o alla Tac con esami specifici di laboratorio, tutto questo per far capire che spesso si arriva al comportamentalista senza aver fatto prima una diagnosi precisa oppure lo stesso non richiede prima una visita specialistica neurologica. Inoltre è bene tenere in considerazioni che molte disfunzioni cerebrali quali : ansia, fobie, aggressività sono dovute spesso ad accumulo di metalli pesanti , neurotossine cerebrali da inquinanrti ambientali e alimentari, oltre all’uso eccessivo di antiparassitari spot on specie nei soggetti di piccola taglia( data la vicinanza della zona interscapolare con la testa). La semplice depurazione con drenaggio attraverso rimedi Fitoterapici e Omotossicologici migliora lo stato mentale dell’animale. Altro aspetto importante , quando si parla di disturbi del comportamento dei Cani e dei Gatti o di altri animali, è che l’uso di Psicotropi come La Selegelina e la Clomipramina deve essere fatto con cautela specie nei soggetti anziani perchè può provocare un’alterazione della funzionalità cardiaca e quindi di quella renale con ipotensioni a volte gravi che scompensano l’intero organismo specie se il paziente è cardiopatico o affetto da insufficienza renale. C’è dunque bisogno quindi di una collaborazione stretta tra il Comportamentalista ed il Veterinario Internista e Neurologo per gli animali, cercando di evitare se possibile l’uso di psicotropi ed agire più sul benessere fisico dell’animale con l’uso di drenanti detossificando , magari riducendo la reattività del sistema nervoso con fitoterapici come la valeriana , il magnesio o migliorare la vascolarizzazione cerebrale (demenza senile ,con il Ginko Biloba) regolarizzare l’attività tiroidea spesso responsabile di atteggiamenti ansiosi, irritabilità movimenti stereotipati, bulimia, insonnia.
Anche un’alterazione epatica, provoca irritabilità nell’animale, cosi come una cistite puo’ provocare leccamento continuo nell’area pelvica e interpretato male come comportamento ansioso compulsivo. Inoltre gli stessi farmaci psicotropi possono fare ritardare una diagnosi importante, come un tumore cerebrale una cistite, un’ allergia atopica oppure un’intossicazione da metalli pesanti ecc..”
Dott Alessandro Prota
Neurologia Veterinaria
Medicina Integrata Veterinaria
Consulenza on line 3393201159
sabato 13 agosto 2011
LA CAUDA EQUINA NEL CANE :.INTRAPPOLAMENTO DELLA RADICE NERVOSA L7
VIDEO OPERAZIONE LAMINECTOMIA + FACCECTOMIA E FORAMINOTOMIA (FORAME INTERVERTEBRALE L7- S1) ARTO SINISTRO:
DOTT ALESSANDRO PROTA
CONSULENZA NEUROLOGICA ON LINE 3393201159
domenica 17 aprile 2011
FRATTURE E LUSSAZIONI DELLA COLONNA VERTEBRALE NEL CANE E NEL GATTO
Il midollo spinale si trova all'interno del canale vertebrale, e' costituito da un insieme di fibre nervose, che conducono tutti gli impulsi che controllano le diverse funzioni corporee

La distanza fra le pareti ossee del canale vertebrale e il midollo spinale varia nei diversi segmenti della colonna; in ogni caso lo spazio vuoto fra il midollo e le vertebre è sempre molto ridotto
Quando si verifica una lesione, la vicinanza del midollo spinale alle vertebre può causare problemi rilevanti.

In caso di frattura, i frammenti ossei sono molto vicini al midollo spinale.
L’edema, cioè il rigonfiamento del midollo spinale a seguito di trauma comprime i circuiti elettrici all’interno ,questo ’ e’ dovuto al fatto che il midollo corre in un canale rigido costituito dalle vertebre che impediscono al midollo di espandersi
Ogni movimento consentito alla colonna può provocare variazioni del diametro del canale vertebrale, ridurre lo spazio disponibile al midollo spinale e aumentare il rischio di lesione di quest'ultimo.
Importante in caso di trauma alla colonna immobilizzare l’animale ad una superfice rigida come una tavola fissandolo in decubito laterale (adagiato sul fianco) con delle fasce o del nastro adesivo per evitrare movimenti alla colonna che possono ledere il midollo

Una frattura vertebrale può causare lesione midollare in diversi modi.
Il midollo spinale può essere danneggiato in maniera permanente anche se una frattura non ne causa direttamente la sezione, che resta evento relativamente raro, dato che il midollo spinale è infatti protetto da una struttura consistente, la membrana meningea.
La maggior parte delle lesioni midollari è in realtà determinata dall'ipossia, che può essere secondaria a una lesione vascolare, a uno spasmo o a una compressione dei vasi arteriosi causata da edema del midollo spinale.
Il trauma, può provocare la rottura o lo spasmo delle arterie che irrorano il midollo, causandone l'ipossia, con conseguente malfunzionamento e infarto.
E, anche quando non si verifichino la rottura o lo spasmo dei vasi, la struttura rigida del canale vertebrale e la scarsa possibilità di espansione del midollo spinale fanno sì che il rigonfiamento post traumatico del midollo stesso possa causare compressione dei vasi, conseguente riduzione dell'apporto ematico, alcuni studi hanno dimostrato un'iniziale aumento del flusso ematico alla colonna vertebrale dopo un trauma.
Tuttavia, subito dopo, il flusso ematico diminuisce fino al 70/80% del valore normale.
Questo potrebbe essere il risultato dell'edema che riduce il flusso arterioso
È di importanza fondamentale puntualizzare che in qualsiasi lesione della colonna che non recide il midollo i segni e i sintomi neurologici possono non essere immediatamente presenti.
L'assenza di questi indicatori neurologici NON indica l'assenza di una lesione della colonna con o senza interessamento midollare.
L’assenza del dolore profondo e’ un indicatore della gravita’ della lesione ma avvolte l’assenza di questo stimolo e’ solo momentanea e in seguito ad una terapia antiedemigena ricompare il dolore profondo .Quindi prima di emettere un giudizio prognostico e’ sempre meglio attendere le 24 ore
La terapia delle fratture mira a consentire la formazione di un adeguato callo osseo. Pertanto le rime di frattura devono essere combacianti e tenute stabilmente in questa posizione. Quando le rime sono lontane, una dall'altra, si pratica la riduzione della frattura, ossia una manovra di avvicinamento e appattamento delle rime.
Per la stabilizzazione della frattura può essere sufficiente il riposo oppure saranno necessari dei mezzi di contenimento esterni (busti, fissatori esterni) o interni (placche, viti, fissatori interni). A questa seguirà, dopo alcuni mesi, una stabilizzazione biologica attraverso la formazione del callo osseo (fusione biologica
FRATTURA COLONNA RIPARATA CON PLACCA

FRATTURA L7

FRATTURA L7 CON CHIODI E METACRILATO(CEMENTO OSSEO)

Quando frammenti di frattura invadono il canale midollare o un canale radicolare e comprimono le strutture nervose sarà necessario praticare la decompressione del midollo spinale o delle radici allontanando chirurgicamente frammenti di osso o ematomi responsabili della compressione. Infine la ricostruzione della vertebra tende a restituire la naturale curvatura della colonna vertebrale ripristinando la naturale altezza del corpo vertebrale leso e, possibilmente, la sua naturale morfologia.
Lussazioni Vertebrali
La terapia delle lussazioni intervertebrali consiste nella riduzione dello spostamento tra le vertebre. Con questa manovra si ottiene quasi sempre, contestualmente, la decompressione del midollo e delle radici.
Segue la stabilizzazione che deve avvenire, abitualmente, utilizzando mezzi di sintesi interni e l'uso di innesti. Nelle lussazioni tra due vertebre, infatti, il danno è a carico dei ligamenti fibrosi, delle capsule articolari o del disco intervertebrale, che tengono insieme le vertebre. Dato che questi, dopo avere riportato una rottura, non guariscono più, è necessario unire stabilmente le vertebre tra di loro escludendo l'articolazione tra di esse. Questa unione, che è chiamata artrodesi, si ottiene utilizzando, al contempo,
• mezzi di fissazione interni (osteosintesi) che realizzano prontamente una stabilizzazione meccanica e
• l'innesto osseo che, dopo alcuni mesi, attecchisce alle vertebre che si vogliono unire realizzando un ponte osseo (fusione biologica). La fusione biologica è il vero obbiettivo finale dell'artodesi, perchè garantisce una stabilità dell'unione tra le vertebre.
Dopo una lesione spinale i circuiti elettrici devono riattivarsi questo richiede tempo mesi .
La terapia consiste nella riabilitazione motoria attraverso una fisioterapia mirata ed uso di prodotti rimielinizzanti e rivascolarizzanti il midollo spinale attraverso sedute di Mesoterapia , integrazione di Nutraceutici oltre ad prodotti omotossicologici .
La gestione di questi pazienti e’ particolarmente impegnativa e richiede tempo e dedizione l’importante e’ attendere e crederci , i risultati arrivano se il danno non e’ irreversibile

Dott Alessandro Prota
Neurologia Veterinaria
consulenze on line contatti 3393201159

La distanza fra le pareti ossee del canale vertebrale e il midollo spinale varia nei diversi segmenti della colonna; in ogni caso lo spazio vuoto fra il midollo e le vertebre è sempre molto ridotto
Quando si verifica una lesione, la vicinanza del midollo spinale alle vertebre può causare problemi rilevanti.

In caso di frattura, i frammenti ossei sono molto vicini al midollo spinale.
L’edema, cioè il rigonfiamento del midollo spinale a seguito di trauma comprime i circuiti elettrici all’interno ,questo ’ e’ dovuto al fatto che il midollo corre in un canale rigido costituito dalle vertebre che impediscono al midollo di espandersi
Ogni movimento consentito alla colonna può provocare variazioni del diametro del canale vertebrale, ridurre lo spazio disponibile al midollo spinale e aumentare il rischio di lesione di quest'ultimo.
Importante in caso di trauma alla colonna immobilizzare l’animale ad una superfice rigida come una tavola fissandolo in decubito laterale (adagiato sul fianco) con delle fasce o del nastro adesivo per evitrare movimenti alla colonna che possono ledere il midollo

Una frattura vertebrale può causare lesione midollare in diversi modi.
Il midollo spinale può essere danneggiato in maniera permanente anche se una frattura non ne causa direttamente la sezione, che resta evento relativamente raro, dato che il midollo spinale è infatti protetto da una struttura consistente, la membrana meningea.
La maggior parte delle lesioni midollari è in realtà determinata dall'ipossia, che può essere secondaria a una lesione vascolare, a uno spasmo o a una compressione dei vasi arteriosi causata da edema del midollo spinale.
Il trauma, può provocare la rottura o lo spasmo delle arterie che irrorano il midollo, causandone l'ipossia, con conseguente malfunzionamento e infarto.
E, anche quando non si verifichino la rottura o lo spasmo dei vasi, la struttura rigida del canale vertebrale e la scarsa possibilità di espansione del midollo spinale fanno sì che il rigonfiamento post traumatico del midollo stesso possa causare compressione dei vasi, conseguente riduzione dell'apporto ematico, alcuni studi hanno dimostrato un'iniziale aumento del flusso ematico alla colonna vertebrale dopo un trauma.
Tuttavia, subito dopo, il flusso ematico diminuisce fino al 70/80% del valore normale.
Questo potrebbe essere il risultato dell'edema che riduce il flusso arterioso
È di importanza fondamentale puntualizzare che in qualsiasi lesione della colonna che non recide il midollo i segni e i sintomi neurologici possono non essere immediatamente presenti.
L'assenza di questi indicatori neurologici NON indica l'assenza di una lesione della colonna con o senza interessamento midollare.
L’assenza del dolore profondo e’ un indicatore della gravita’ della lesione ma avvolte l’assenza di questo stimolo e’ solo momentanea e in seguito ad una terapia antiedemigena ricompare il dolore profondo .Quindi prima di emettere un giudizio prognostico e’ sempre meglio attendere le 24 ore
La terapia delle fratture mira a consentire la formazione di un adeguato callo osseo. Pertanto le rime di frattura devono essere combacianti e tenute stabilmente in questa posizione. Quando le rime sono lontane, una dall'altra, si pratica la riduzione della frattura, ossia una manovra di avvicinamento e appattamento delle rime.
Per la stabilizzazione della frattura può essere sufficiente il riposo oppure saranno necessari dei mezzi di contenimento esterni (busti, fissatori esterni) o interni (placche, viti, fissatori interni). A questa seguirà, dopo alcuni mesi, una stabilizzazione biologica attraverso la formazione del callo osseo (fusione biologica
FRATTURA COLONNA RIPARATA CON PLACCA

FRATTURA L7
FRATTURA L7 CON CHIODI E METACRILATO(CEMENTO OSSEO)
Quando frammenti di frattura invadono il canale midollare o un canale radicolare e comprimono le strutture nervose sarà necessario praticare la decompressione del midollo spinale o delle radici allontanando chirurgicamente frammenti di osso o ematomi responsabili della compressione. Infine la ricostruzione della vertebra tende a restituire la naturale curvatura della colonna vertebrale ripristinando la naturale altezza del corpo vertebrale leso e, possibilmente, la sua naturale morfologia.
Lussazioni Vertebrali
La terapia delle lussazioni intervertebrali consiste nella riduzione dello spostamento tra le vertebre. Con questa manovra si ottiene quasi sempre, contestualmente, la decompressione del midollo e delle radici.
Segue la stabilizzazione che deve avvenire, abitualmente, utilizzando mezzi di sintesi interni e l'uso di innesti. Nelle lussazioni tra due vertebre, infatti, il danno è a carico dei ligamenti fibrosi, delle capsule articolari o del disco intervertebrale, che tengono insieme le vertebre. Dato che questi, dopo avere riportato una rottura, non guariscono più, è necessario unire stabilmente le vertebre tra di loro escludendo l'articolazione tra di esse. Questa unione, che è chiamata artrodesi, si ottiene utilizzando, al contempo,
• mezzi di fissazione interni (osteosintesi) che realizzano prontamente una stabilizzazione meccanica e
• l'innesto osseo che, dopo alcuni mesi, attecchisce alle vertebre che si vogliono unire realizzando un ponte osseo (fusione biologica). La fusione biologica è il vero obbiettivo finale dell'artodesi, perchè garantisce una stabilità dell'unione tra le vertebre.
Dopo una lesione spinale i circuiti elettrici devono riattivarsi questo richiede tempo mesi .
La terapia consiste nella riabilitazione motoria attraverso una fisioterapia mirata ed uso di prodotti rimielinizzanti e rivascolarizzanti il midollo spinale attraverso sedute di Mesoterapia , integrazione di Nutraceutici oltre ad prodotti omotossicologici .
La gestione di questi pazienti e’ particolarmente impegnativa e richiede tempo e dedizione l’importante e’ attendere e crederci , i risultati arrivano se il danno non e’ irreversibile
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domenica 20 febbraio 2011
SIRINGOMIELIA NEL CANE:UNA MALATTIA EMERGENTE
Si tratta di una malattia in genere congenita caratterizzata dalla formazione di una cavità – una “siringa”, appunto – nel tronco encefalico o nel midollo spinale a livello del collo,si estendono in lunghezza per alcuni segmenti del midollo che possono interessare tanto la materai grigia quanto quella bianca La Siringomielia puo’ esistere come entita’ distinta oppure essere in comunicazione con il canale centrale Spesso e’ difficile differenziare le due forme per cui spesso si utilizza il termine Siringoidreomielia. Cause.malformazioni congenite,traumi,infiammazioni e neoplasie,ma puo’ anche essere idiomatica. I segni clinici dipendono dalla sede spinale, il 40% e’ presente dolore spinale. Il cane si isola, ansima, guaisce quando lo si tocca, si gratta con accessi parossistici, sembra inciampare spesso, la testa si abbassa gradualmente e si manifesta una perdita dell’equilibrio, Mano a mano che la malattia progredisce l’animale perde la sensibilità delle zampe anteriori e non riesce a mantenersi in piedi. La muscolatura si indebolisce, sii atrofizza e diventa ipotermica. In più si verifica una diminuzione, più o meno marcata, della sensibilità tattile. Infine la paralisi si estende al tronco posteriore e il cane arriva alla paralisi completa. Alcune razze di cani – come per esempio il Cavalier King Charles Spaniel il Dalmata ed altre razze – presentano una particolare conformazione ( malformazione di Chiari) che rende la parte posteriore della teca cranica e la parte iniziale del canale cervicale più stretta del normale. In questi casi, nella parte posteriore del cervelletto, può facilmente verificarsi un’ernia in cui si raccoglie il liquor – il liquido cerebrospinale che protegge e irrora il midollo spinale – che va a raccogliersi in una specie di cavità. Gradualmente, quest’ultima si espande, continuando a riempirsi di liquor e provocando, con il tempo, gravi lesioni alle fibre nervose.” I sintomi iniziali. “I sintomi della siringomielia sono vari e fino a un certo punto, parzialmente inavvertibili. Solo l’occhio esperto del neurologo può identificare la particolare posizione della testa che il cane affetto da questa patologia assume. Il più delle volte, invece, la sintomatologia viene confusa con manifestazioni di artrosi cervicale, con dolori muscolari o con i sintomi dell’ernia cervicaleDIAGNOSI: L’unico esame che può confermare la diagnosi di siringomielia è la Risonanza Magnetica.
CANE RM SIRINGOMIELIA :

CANE RM NORMALE:

Terapia Medica: 1)farmaci che riducono la produzione del liquor cefalorachidiano: come gli inibitori dll’anidrasi carbonica l'Acetazolamide . In fase di studio sono gli inibitori della pompa protonica che hanno una certa influenza sulla produzione del liquor 2)farmaci che riducono il dolore: Il dolore nei casi lievi può essere controllato da farmaci non steroidei (FANS) .nei casi piu’ gravi i corticosteroidi 3) ipereccitabilità del sistema nervoso danneggiato:anticonvulsivanti nelle forme piu’ gravi. Questi farmaci nel tempo creano non pochi problemi per una gestione della malattia a lungo termine ,spesso l’acetazolemide deve essere sospeso per le ripercussioni sul metabolismo generale .L’uso di cortisone a lungo termine crea una immunodeficienza ed alterazioni di vari organi specie del fegato e del rene ,ghiandole surrenali ecc Terapia Chirurgica: Il trattamento chirurgico è indicato per cani con dolore refrattario o nei casi peggioramento dei segni neurologici Spesso la causa e’ un restringimento della fossa caudale per cui la chirurgia deve allargare il foro occipitale associando la rimozione della porzione anteriore dorsale dell’Atlante ed una Durotomia incidendo la membrana Dorsale Atlanto Occipitale che spesso e’ ispessita premendo sul midolo con conseguente alterato deflusso del liquor che si raccoglie a valle della ostruzione nella porzione di alcuni segmenti cervicali midollari, nei casi gravi i ventricoli cerebrali si dilatano per un mancato deflusso.a monte dell’ostruzione

Della chirurgia spesso si parla poco,ma senz’altro ha un’importanza fondamentale ,avvolte anche la sola incisione della dura e del legamento sovrastante allenta la pressione con un buon risultato. Nel caso di una grave deformazione dell’occipite con erniazione del cervelletto la craniotomia della porzione occipitale e' un intervento molto delicato che richiede l’utilizzo di una rete metallica e l’aggiunta di cemento sterile per la copertura dell’apertura chirurgica.
Fondamentale in ogni caso una diagnosi precoce grazie ad un'osservazione attenta ed un esame neurologico del cane in esame ,spesso purtroppo questa malattia viene confusa con malattie ortopediche ,problemi comportamentali,disordini metabolici ecc .allungando i tempi per una terapia mirata efficace.
DOTT ALESSANDRO PROTA CONSULEZA NEUROLOGICA VETERINARIA ON LINE 3393201159
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